QUANDO: 28.03.19 - 25.05.19
PREZZO: -
ORARI: Dal martedì al sabato 10 – 13/ 14.30 – 19

Il giorno dell’innagurazione ho avuto la fortuna di conoscere un caro amico di Emilio Prini il quale mi disse “Emilio ed io passavamo le sere a pensare  all’immortalità fino a quando ci rendemmo conto che l’unico modo per vivere in eterno era dimenticare il passato, non pensare al futuro e VIVERE IN ASSOLUTO IL NOSTRO PRESENTE”.

Questa frase mi ha scosso …. ma andiamo avanti.

Emilio Prini, fu uno dei maggiori artisti dell’Arte Povera.

Ma cos’è l’Arte Povera?

L’arte Povera è stato un movimento artistico di rottura  –  nato in Italia a Torino alla metà degli anni ’60 – che si esprimeva per lo più tramite installazioni fatte con materiali “poveri”.

L’intento degli artisti era quello di superare (i) l’idea tradizionale secondo cui l’opera d’arte occupava un livello di realtà sovratemporale e trascendentale (molti artisti utilizzarono, a tal fine, animali e vegetali nelle proprie opere) e (ii)  la concezione dell’unicità ed irripetibilità dell’opera d’arte.

Prini fu una delle figure maggiormente rappresentative del movimento e in assoluto il più enigmatico.

Consiglio di visitare il bellissimo allestimento “sui generis” fatto alla Osart Gallery che ci conduce alla scoperta di uno degli artisti più introspettivi dello scorso secolo, un artista che ha portato avanti durante tutta la sua vita una ricerca artistica elaboratissima, per nulla dedita al compiacimento e alla vendita di se stesso. Le opere selezionate e distribuite nelle sale di Osart appartengono ai cicli più significativi della produzione di Prini e illustrano le tematiche chiave dell’artista nativo di Stresa.

Prini c’è e non c’è.

Sfugge ai più e Osart Gallery asseconda con maestria la natura eversiva dell’artista come dimostra l’assenza di un catalogo che accompagna la mostra (che lui non avrebbe gradito).

Buona visita!

DOVE: Osart Gallery
Corso Plebisciti 12, Milano